FiatinBanda.com

Banda Musicale, Direzione di Banda, Musica per Banda e per Fiati, Orchestra di Fiati, Maestri e Direttori di Banda

FiatinBanda.com header image 2

John Philip Sousa, il Re della Marcia

Aprile 18th, 2008 · 4 Comments

John Philip Sousa (1854-1932)John Philip Sousa (1954-1932), “The March King”, è generalmente considerato uno dei piu’ grandi Direttori di Banda mai esistiti.

Figlio di un trombonista della U.S. Marine Band (Banda dei Marines, fondata alla fine del 1700 per volere del Presidente Thomas Jefferson, grande appassionato di musica) diventa Direttore della stessa Marine Band nel 1880, prendendo il posto di Francesco (Francis) Scala (clarinettista italiano emigrato in America nel 1841, fu quello che cambiò l’organico della banda americana che fino ad allora era formata principalmente da Ottoni: introdusse nelle bande americane la famiglia dei Clarinetti in maniera massiccia … ma di questo ne parlerò in un altro post…).

Dicevamo … J.P. Sousa ha dato un grande contributo allo sviluppo della Musica per Banda e del concetto stesso di Banda : infatti, dopo un primo periodo (durato 12 anni) alla direzione della U.S. Marine Band, durante il quale la porta ai massimi livelli, nel 1892 rinuncia a tale incarico e forma la sua Banda , “The Sousa Band”, la migliore Banda Professionale in USA.

Ingaggia i migliori strumentisti e tra questi vi sono molti emigranti, anche italiani : gli italiani hanno dato infatti un grande contributo in questo periodo per lo sviluppo della Banda in America e, naturalmente, gli Americani, pragmatici e concreti come sono, l’hanno sfruttato e utilizzato nel migliore dei modi, integrandolo perfettamente al loro modo di pensare e fare musica …

Come appena detto, i piu’ grandi musicisti americani e i piu’ grandi solisti americani suonano per Sousa; anche se fanno parte delle migliori orchestre del Paese (Philadelphia, Chicago, New-York, etc) non appena Sousa parte per un Tour, sono disposti a lasciare le loro Orchestre ed a seguirlo !

Questo per 2 motivi:

  • La Banda è di una qualità straordinaria e Sousa, oltre a dirigerla, compone per questa 135 marce (tra cui Semper Fidelis, The Washington Post, The Stars and Stripes Forever, etc.) per le quali è famoso e che lo hanno consacrato “The March King”, poemi sinfonici, suites e altre composizioni di carattere piu’ leggero;
  • Inventa il concetto di TOURNEE : è il primo a girare il mondo con una organizzazione musicale; fa tournèe oltre che in America, anche in Europa e Asia (Ricordiamoci che siamo ai primi del ‘900 !!)

J.P.Sousa a Parigi nel 1900L’obiettivo che si pone Sousa come Direttore e’ quello di poter fare concerti per intrattenere il suo pubblico: non vede incoerenza nel presentare ad uno stesso concerto marce ritmiche e pezzi classici, o sinfonie.

Sousa intrattiene il suo pubblico creando dei programmi molto vari con trascrizioni di pezzi orchestrali , performances di famosi solisti (sia cantanti che strumentisti) arrangiamenti di musiche patriottiche e folkloristiche, popolari, sue composizioni originali e marce, etc.

In genere non si associa J.P.Sousa con la musica originale per banda: ma se ci rifletti, le sue marce e tutto il ben di Dio che ha scritto per la Banda (oltre 300 composizioni !) non è forse repertorio originale per Banda ? E tra l’altro di altissimo valore musicale ?

Inoltre non si associa mai J.P.Sousa con il concetto di musica contemporanea: lo si pensa sempre un po’ come un direttore “paludato”, tradizionale … senza pensare che suonava con la sua banda anche ad es. trascrizioni di Wagner … e Wagner era musica contemporanea per quel periodo, ed era considerata musica abbastanza “audace” se non addirittura “oltraggiosa” (musicalmente parlando) … Cioe’ come se noi oggi suonassimo Karel Husa oppure Alan Hovaness, oppure David Maslanka o centinaia di altri compositori nostri contemporanei.

Quindi possiamo considerarlo un Maestro anche per questo: con la Banda suonava, oltre a trascrizioni e concerti con solisti, anche Musica Originale per Banda e Musica Contemporanea … MEDITIAMO GENTE… MEDITIAMO…

Il periodo che va dal 1880 fino a circa il 1925 viene chiamato “the Golden Age of the American Professional Band “, cioè il “periodo d’oro delle Bande Professionali Americane”.

Le Bande e la Musica per Banda diventa la forma di intrattenimento preferita per gli americani.

La Sousa Band, suonando nei parchi, nelle citta’, nei teatri, e iniziando a fare le sue tournèe diventa la piu’ popolare e la migliore tra le bande professionali, in America e nel mondo.

Un’ultima considerazione sull’organico utilizzato da J.P.Sousa:

1 Ottavino - 3 Flauti - 2 Oboi - 2 Clar Picc in Mib - 16 Clar Sopr - 2 Clar Contr - 2 Clar Bassi - 2 Sax Contr - 2 Sax Ten - 1 Sax Barit - 3 Fagotti - 4 Corni - 4 Cornette - 2 Trombe - 4 Tromboni - 2 Flic Sopr - 1 Flic Barit - 1 Euphonium - 4 Bassi Tuba - 3 Percussionisti

The Sousa Band in Sud Africa nel 1911

Cioè già nel 1900, Sousa in America (come anche G.Holst un decennio dopo in Inghilterra) aveva quella che oggi chiamiamo Symphonic Band e che noi, in Italia, ancora facciamo fatica ad avere e ad accettare, perche’ considerata una “novita’ moderna portata dagli Olandesi ” che a noi non serve !!

social poster

Tags: I Grandi Compositori · I Grandi Direttori · Storia della Banda

4 responses so far ↓

  • 1 La Differenza tra Banda e Fanfara // Apr 20, 2008 at 5:38 pm

    [...] molti altri fattori, si è andato formando ” l’organico tipo ” della banda (Già Sousa alla fine dell ‘800 e Holst all’inizio del ‘900 avevano questo [...]

  • 2 La Differenza tra Banda e Fanfara | // Mag 1, 2008 at 12:53 am

    [...] recenti Banda o Orchestra di Fiati? Questo è il Problema! | su La Differenza tra Banda e FanfaraJohn Philip Sousa, il Re della Marcia su La Differenza tra Banda e FanfaraChiamiamo la Banda con il proprio nome ! su La Differenza tra [...]

  • 3 Filippo Arri // Giu 4, 2008 at 1:50 pm

    Sono contentissimo che si parli finalmente di Sousa anche in Italia. I temi sono interessantissimi (non soltanto perchè interessano a me ovviamente!) . Siccome mi sono laureato con una tesi su di lui, ho potuto constatare tante cose. Trovo questo post riassuntivo di tutto ciò che ho scritto nella mia tesi (p.s. l’hai letta?). Innanzitutto, tanto per dire a che livello siamo in Italia, ho trovato soltanto una dozzina di pagine tradotte in italiano sulle bande americane (Charles Hamm, La Musica degli Stati Uniti, trad. italiana edita da Ricordi- Unicopli 2003) in cui si parla anche n pochino (poco poco) di Sousa. Si tratta delle uniche pagine accademicamente valide pubblicate in Italia. Su internet ovviamente qualcosa c’è ma chi me ne garantisce l’autenticità?E allora per fortuna che esiste la Library of Congress!!!
    Ora, lungi da me fare un encomio degli USA, cosa che, anche se solo dal punto di vista bandistico, mi sembra inopportuno in questa sede, però devo dire che la cultura bandistica americana è estremamente più sviluppata rispetto a quella del bel paese, in cui come ben sappiamo le bande sono tantissime e spesso molto attive.
    Al di la di questo, mi preme sottolineare come, sebbene se ne parli - ad esempio in contesti come fiatinbanda -, la considerazione accademica sia pari a zero. Dei musicologi italiani il solo a prendere in considerazione accademicamente il mondo delle bande fu Roberto Leydi, un etnomusicologo - anche se questa etichetta è fortemente limitante - .
    Cioè le bande e soprattutto la musica concepita per loro sarebbero soltanto da inserire nell’ambito di studi dell’etnomusicologia? E basta? Non ci credo. “Stars and stripes forever” non è solo un prodottino del folklore americano, anzi non lo è affatto!Riflettiamoci su!E se una composizione per banda ha raggiunto questa fama mondiale fino a rappresentare in modo stereotipato una nazione allora significa che la musica originale per banda vale qualcosa.
    Un piccolo appunto al post : avresti dovuto accennare anche a Patrick Gilmore e a Theodore Thomas, i due grandi colleghi/amici/rivali del primo Sousa, fondamentali a loro modo.
    bellissimo il finale dell’intervento ma a quanto ho capito l’indicazione dell’organico serviva solo indicativamente…Perchè in realtà gli strumentisti di Sousa hanno raggiunto quota 76 elementi negli anno venti, tra cui l’”Ottetto” di saxofoni. In effetti questa sarebbe la banda ideale oggi, magari con un bel basso elettrico (la batteria ed il glockenspiel li includiamo nelle percussioni).
    Grazie ancora per il post, appena capisco come si fa ne scrivo uno pure io…

  • 4 Ermenegildo // Giu 4, 2008 at 4:12 pm

    Ciao Filippo e grazie per il tuo intervento.
    Quoto in pieno tutto quello che hai scritto; non ho letto purtroppo la tua tesi, ma da quello che ho potuto capire, dovrebbe essere molto interessante e soprattutto piena di informazioni che pochi conoscono.
    Per quanto riguarda Gilmore e Thomas non preoccuparti, non li ho dimenticati :-) ; avevo in mente di dedicare dei post dedicati in maniera specifica a loro (purtroppo la lunghezza di un post non puo’ essere eccessiva). Quindi prossimamente si parlera’ anche di loro (come potrei non farlo?).
    Se vuoi pubblicare anche tu articoli o post su questo temi sarei mooooooooolto contento di iniziare una collaborazione con te :-). Puoi scrivermi direttamente a info @ fiatinbanda.com , sarebbe veramente un piacere ed un onore per me e daresti un grande contributo allo sviluppo del sito. Pensaci un po’ e fammi sapere… senza impegno !;-)
    Ciao e grazie ancora per il tuo contributo
    Ermenegildo

Leave a Comment