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	<title>Commenti a: John Philip Sousa, il Re della Marcia</title>
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	<description>Banda Musicale, Direzione di Banda, Musica per Banda e per Fiati, Orchestra di Fiati, Maestri e Direttori di Banda</description>
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		<title>Di: Ermenegildo</title>
		<link>http://fiatinbanda.com/2008/04/18/john-philip-sousa-il-re-della-marcia/comment-page-1/#comment-31</link>
		<dc:creator>Ermenegildo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 15:12:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Filippo e grazie per il tuo intervento.
Quoto in pieno tutto quello che hai scritto; non ho letto purtroppo la tua tesi, ma da quello che ho potuto capire, dovrebbe essere molto interessante e soprattutto piena di informazioni che pochi conoscono.
Per quanto riguarda Gilmore e Thomas non preoccuparti, non li ho dimenticati :-)  ; avevo in mente di dedicare dei post dedicati in maniera specifica a loro (purtroppo la lunghezza di un post non puo&#039; essere eccessiva). Quindi prossimamente si parlera&#039; anche di loro (come  potrei non farlo?).
Se vuoi pubblicare anche tu articoli o post su questo temi sarei mooooooooolto contento di iniziare una collaborazione con te :-). Puoi scrivermi direttamente a info @ fiatinbanda.com , sarebbe veramente un piacere ed un onore per me e daresti un grande contributo allo sviluppo del sito. Pensaci un po&#039; e fammi sapere... senza impegno !;-)
Ciao e grazie ancora per il tuo contributo
Ermenegildo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Filippo e grazie per il tuo intervento.<br />
Quoto in pieno tutto quello che hai scritto; non ho letto purtroppo la tua tesi, ma da quello che ho potuto capire, dovrebbe essere molto interessante e soprattutto piena di informazioni che pochi conoscono.<br />
Per quanto riguarda Gilmore e Thomas non preoccuparti, non li ho dimenticati <img src='http://fiatinbanda.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />   ; avevo in mente di dedicare dei post dedicati in maniera specifica a loro (purtroppo la lunghezza di un post non puo&#8217; essere eccessiva). Quindi prossimamente si parlera&#8217; anche di loro (come  potrei non farlo?).<br />
Se vuoi pubblicare anche tu articoli o post su questo temi sarei mooooooooolto contento di iniziare una collaborazione con te <img src='http://fiatinbanda.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . Puoi scrivermi direttamente a info @ fiatinbanda.com , sarebbe veramente un piacere ed un onore per me e daresti un grande contributo allo sviluppo del sito. Pensaci un po&#8217; e fammi sapere&#8230; senza impegno !;-)<br />
Ciao e grazie ancora per il tuo contributo<br />
Ermenegildo</p>
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		<title>Di: Filippo Arri</title>
		<link>http://fiatinbanda.com/2008/04/18/john-philip-sousa-il-re-della-marcia/comment-page-1/#comment-28</link>
		<dc:creator>Filippo Arri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 12:50:32 +0000</pubDate>
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		<description>Sono contentissimo che si parli finalmente di Sousa anche in Italia. I temi sono interessantissimi (non soltanto perchè interessano a me ovviamente!) . Siccome mi sono laureato con una tesi su di lui, ho potuto constatare tante cose. Trovo questo post riassuntivo di tutto ciò che ho scritto nella mia tesi (p.s. l&#039;hai letta?). Innanzitutto, tanto per dire a che livello siamo in Italia, ho trovato soltanto una dozzina di pagine tradotte in italiano sulle bande americane (Charles Hamm, La Musica degli Stati Uniti, trad. italiana edita da Ricordi- Unicopli 2003) in cui si parla anche n pochino (poco poco) di Sousa. Si tratta delle uniche pagine accademicamente valide pubblicate in Italia. Su internet ovviamente qualcosa c&#039;è ma chi me ne garantisce l&#039;autenticità?E allora per fortuna che esiste la Library of Congress!!!
Ora, lungi da me fare un encomio degli USA, cosa che, anche se solo dal punto di vista bandistico, mi sembra inopportuno in questa sede, però devo dire che la cultura bandistica americana è estremamente più sviluppata rispetto a quella del bel paese, in cui come ben sappiamo le bande sono tantissime e spesso molto attive.
Al di la di questo, mi preme sottolineare come, sebbene se ne parli - ad esempio in contesti come fiatinbanda -, la considerazione accademica sia pari a zero. Dei musicologi italiani il solo a prendere in considerazione accademicamente il mondo delle bande fu Roberto Leydi, un etnomusicologo - anche se questa etichetta è fortemente limitante - . 
Cioè le bande e soprattutto la musica concepita per loro sarebbero soltanto da inserire nell&#039;ambito di studi dell&#039;etnomusicologia? E basta? Non ci credo. &quot;Stars and stripes forever&quot; non è solo un prodottino del folklore americano, anzi non lo è affatto!Riflettiamoci su!E se una composizione per banda ha raggiunto questa fama mondiale fino a rappresentare in modo stereotipato una nazione allora significa che la musica originale per banda vale qualcosa.
Un piccolo appunto al post : avresti dovuto accennare anche a Patrick Gilmore e a Theodore Thomas, i due grandi colleghi/amici/rivali del primo Sousa, fondamentali a loro modo.
bellissimo il finale dell&#039;intervento ma a quanto ho capito l&#039;indicazione dell&#039;organico serviva solo indicativamente...Perchè in realtà gli strumentisti di Sousa hanno raggiunto quota 76 elementi negli anno venti, tra cui l&#039;&quot;Ottetto&quot; di saxofoni. In effetti questa sarebbe la banda ideale oggi, magari con un bel basso elettrico (la batteria ed il glockenspiel li includiamo nelle percussioni).
Grazie ancora per il post, appena capisco come si fa ne scrivo uno pure io...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contentissimo che si parli finalmente di Sousa anche in Italia. I temi sono interessantissimi (non soltanto perchè interessano a me ovviamente!) . Siccome mi sono laureato con una tesi su di lui, ho potuto constatare tante cose. Trovo questo post riassuntivo di tutto ciò che ho scritto nella mia tesi (p.s. l&#8217;hai letta?). Innanzitutto, tanto per dire a che livello siamo in Italia, ho trovato soltanto una dozzina di pagine tradotte in italiano sulle bande americane (Charles Hamm, La Musica degli Stati Uniti, trad. italiana edita da Ricordi- Unicopli 2003) in cui si parla anche n pochino (poco poco) di Sousa. Si tratta delle uniche pagine accademicamente valide pubblicate in Italia. Su internet ovviamente qualcosa c&#8217;è ma chi me ne garantisce l&#8217;autenticità?E allora per fortuna che esiste la Library of Congress!!!<br />
Ora, lungi da me fare un encomio degli USA, cosa che, anche se solo dal punto di vista bandistico, mi sembra inopportuno in questa sede, però devo dire che la cultura bandistica americana è estremamente più sviluppata rispetto a quella del bel paese, in cui come ben sappiamo le bande sono tantissime e spesso molto attive.<br />
Al di la di questo, mi preme sottolineare come, sebbene se ne parli &#8211; ad esempio in contesti come fiatinbanda -, la considerazione accademica sia pari a zero. Dei musicologi italiani il solo a prendere in considerazione accademicamente il mondo delle bande fu Roberto Leydi, un etnomusicologo &#8211; anche se questa etichetta è fortemente limitante &#8211; .<br />
Cioè le bande e soprattutto la musica concepita per loro sarebbero soltanto da inserire nell&#8217;ambito di studi dell&#8217;etnomusicologia? E basta? Non ci credo. &#8220;Stars and stripes forever&#8221; non è solo un prodottino del folklore americano, anzi non lo è affatto!Riflettiamoci su!E se una composizione per banda ha raggiunto questa fama mondiale fino a rappresentare in modo stereotipato una nazione allora significa che la musica originale per banda vale qualcosa.<br />
Un piccolo appunto al post : avresti dovuto accennare anche a Patrick Gilmore e a Theodore Thomas, i due grandi colleghi/amici/rivali del primo Sousa, fondamentali a loro modo.<br />
bellissimo il finale dell&#8217;intervento ma a quanto ho capito l&#8217;indicazione dell&#8217;organico serviva solo indicativamente&#8230;Perchè in realtà gli strumentisti di Sousa hanno raggiunto quota 76 elementi negli anno venti, tra cui l&#8217;&#8221;Ottetto&#8221; di saxofoni. In effetti questa sarebbe la banda ideale oggi, magari con un bel basso elettrico (la batteria ed il glockenspiel li includiamo nelle percussioni).<br />
Grazie ancora per il post, appena capisco come si fa ne scrivo uno pure io&#8230;</p>
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		<title>Di: La Differenza tra Banda e Fanfara &#124;</title>
		<link>http://fiatinbanda.com/2008/04/18/john-philip-sousa-il-re-della-marcia/comment-page-1/#comment-10</link>
		<dc:creator>La Differenza tra Banda e Fanfara &#124;</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 23:53:13 +0000</pubDate>
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		<description>[...] recenti Banda o Orchestra di Fiati? Questo è il Problema! &#124; su La Differenza tra Banda e FanfaraJohn Philip Sousa, il Re della Marcia su La Differenza tra Banda e FanfaraChiamiamo la Banda con il proprio nome ! su La Differenza tra [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] recenti Banda o Orchestra di Fiati? Questo è il Problema! | su La Differenza tra Banda e FanfaraJohn Philip Sousa, il Re della Marcia su La Differenza tra Banda e FanfaraChiamiamo la Banda con il proprio nome ! su La Differenza tra [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: La Differenza tra Banda e Fanfara</title>
		<link>http://fiatinbanda.com/2008/04/18/john-philip-sousa-il-re-della-marcia/comment-page-1/#comment-6</link>
		<dc:creator>La Differenza tra Banda e Fanfara</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 16:38:22 +0000</pubDate>
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		<description>[...] molti altri fattori, si è andato formando &#8221; l&#8217;organico tipo &#8221; della banda (Già Sousa alla fine dell &#8216;800 e Holst all&#8217;inizio del &#8216;900 avevano questo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] molti altri fattori, si è andato formando &#8221; l&#8217;organico tipo &#8221; della banda (Già Sousa alla fine dell &#8216;800 e Holst all&#8217;inizio del &#8216;900 avevano questo [...]</p>
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