Chi era Alessandro Vessella ? Che contributo ha dato al mondo bandistico italiano? In che cosa è consistita la sua riforma della banda? Ed e’ ancora attuale considerare la banda in quel modo? Se ne parla tanto ma non so se tutti quelli che ne parlano sanno rispondere a queste domande.
Andiamo con ordine: il M.° Alessandro Vessella (Alife, Caserta 1860-Roma 1929) a 25 anni vince il concorso per direttore della Banda Comunale di Roma, successivamente fonda la Classe di Strumentazione per Banda (la prima in Italia) al Conservatorio di Santa Cecilia. Ha fornito un suo contributo allo sviluppo dell’organico bandistico italiano dando una sua impostazione ; organizzo’ la banda in tre diversi tipi, principalmente a seconda della grandezza:PICCOLA BANDA (35 esecutori), MEDIA BANDA (54 esecutori), GRANDE BANDA (80 esecutori)
Uno dei principi che aveva ispirato Vessella era quello di
DARE LA COMPLETEZZA, IL MASSIMO DELL’ESTENSIONE IN OGNI SEZIONE
Quindi per es. nella famiglia dei clarinetti erano presenti dal Clarin. Picc. in Mib fino al Clar.Basso;
nei flicorni: dal Piccolo in Mib ai Flic.Contrabbassi;
nelle trombe e tromboni: dalle trombe in Mib fino al trombone basso.
La grande intuizione di Vessella è stata quella di
DIVIDERE I TIMBRI CHIARI DAI TIMBRI SCURI
Tutte le strumentazioni precedenti a Vessella, dal punto di vista timbrico, erano povere, misere poiche’ avevano, quattro voci e sempre gli stessi strumenti per ogni voce. Ad es. nei Soprani suonavano sempre e solo tutti i soprani e cioe’ Clarinetti I - Trombe I - Flic.Sopr. Cioe’ NON C’ERA DIVERSIFICAZIONE TIMBRICA
Vessella quindi,come prima cosa, ha diversificato i timbri chiari dai timbri scuri .
La concezione vesselliana di banda possiamo considerarla attuale al giorno d’oggi, non tanto come tipo di strumenti, ma piuttosto come NUMERICHE, come PROPORZIONI.
Infatti se guardiamo gli altri organici attuali, che vengono proposti dalle varie federazioni (olandesi, americane, etc,) ci accorgiamo che le proporzioni sono uguali a quelle della banda che proponeva Vessella:
ANCE 60% OTTONI 40%
1/3 di Timbri CHIARI 2/3 di Timbri SCURI
Il problema che pero’ aveva (ed ha ancora tutt’oggi) l’organico vesselliano era che servivano troppi strumenti che non erano utilizzati nelle normali bande di paese o cittadine: quali erano le bande che avevano ad es. 2 trombe in fa o mib o le trombe basse o il contrabbasso ad ancia…?
Purtroppo Vessella non e’ la fotografia delle bande del tempo: è una teoria che è rimasta tanto sulla carta…
Le bande che avevano quel tipo di organico erano talmente poche (es: le bande ministeriali) che non facevano e non fanno testo ancora oggi, in Italia e tantomeno in Europa o nel mondo (naturalmente solo per quanto riguarda un modello per la definizione dell’organico).
La riforma di Vessella è rimasta solo a Roma, e nei Conservatori dove si insegnava Strumentazione per Banda: e basta, non si e’ diffusa altrove, in nessun’altra nazione.
Da cio’ che ha detto Vessella, geniale e a suo tempo molto innovativo, è possibile trarre oggi insegnamento, come ho detto prima, per quanto riguarda le proporzioni e la diversificazione timbrica;
Ma non e’ possibile servirsene come modello su cui basare l’organico delle nostre bande, perche’ non è attuale ed attuabile come tipologia di strumenti (alcuni di questi li hanno solo le bande militari !)
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.



















































1 response so far ↓
1 luca // Lug 7, 2009 at 10:59 pm
grazie! bel contributo!
Leave a Comment